SOLO IL 16% DEGLI ITALIANI PRONTO A INTERVENIRE
IN CASO DI ARRESTO CARDIACO
Solo 16 italiani su 100 saprebbero intervenire con le corrette procedure di primo soccorso in caso di arresto cardiaco: pesano mancata conoscenza e paura di sbagliare, secondo uno studio condotto da Opinion Leader 4 Future, Credem e Università Cattolica del Sacro Cuore.
Roma, 15 ottobre 2025 – Il 16 ottobre si celebra la Giornata Internazionale della Rianimazione Cardiopolmonare – Word Restart a Heart Day promossa dall’International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR), consenso mondiale sul trattamento dell’arresto cardiaco. Italian Resuscitation Council (IRC), società scientifica senza scopo di lucro riconosciuta dal Ministero della Salute, che riunisce medici, infermieri e operatori esperti in rianimazione cardiopolmonare, promuove iniziative, attività e dimostrazioni di primo soccorso in tutta Italia per sensibilizzare la popolazione sul tema.
Secondo una ricerca condotta dall’osservatorio Opinion Leader 4 Future insieme a banca Credem e all’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, solamente il 16% degli italiani, in caso di arresto cardiaco, interverrebbe con le corrette procedure di primo soccorso come il massaggio cardiaco e l’utilizzo del defibrillatore automatico esterno (DAE). Il 29% della popolazione si limiterebbe a chiamare i soccorsi, il 21% offrirebbe supporto, ma senza agire direttamente, il 32% agirebbe solo se guidato dalle indicazioni di un operatore al telefono e il 2% non interverrebbe in alcun modo. Tra i fattori di maggiore resistenza, ci sarebbero la paura di peggiorare la situazione (56%) e la scarsa conoscenza delle manovre di emergenza (42%).
Sebbene il 63% degli italiani si dichiari abbastanza (57%) o molto (6%) informato sull’arresto cardiaco, solo il 24% saprebbe definirlo esattamente e appena l’11% distinguerebbe correttamente un arresto cardiaco da un infarto. La partecipazione a corsi di primo soccorso è ancora bassa: il 74% del campione non ne ha mai frequentato uno e il 12% non ricorderebbe le indicazioni ricevute nei corsi che ha seguito. Il restante 14% ha svolto una formazione specifica sul tema e ne ricorda bene i contenuti. Il 20% del campione conosce i defibrillatori automatici esterni (DAE) e sa come funzionano, mentre circa il 70% li ha solo sentiti nominare, e il 5% non sa cosa sono.
L’84% di chi non ha mai seguito un corso sarebbe interessato a partecipare a una formazione, anche breve, della durata di 4-5 ore.
Indagine CAWI (Computer Aided Web Interview) svolta da Università Cattolica/Almed in collaborazione con Osservatorio Opinion Leader 4 Future (Credem) per Italian Resuscitation Council tra l’1 e il 7 ottobre, su un campione di 800 soggetti rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne per genere, età e zona di residenza.
Andrea Scapigliati, presidente di Italian Resuscitation Council (IRC) osserva: “Questi dati evidenziano l’urgenza di promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini e di dare piena attuazione alla legge italiana 116/2021, che introduce interventi mirati per prevenire l’arresto cardiaco e aumentare le probabilità di sopravvivenza. Le tecniche di primo soccorso dovrebbero essere insegnate fin dalla scuola, trasmesse ai giovani e agli operatori delle strutture sportive, integrate nei percorsi per il conseguimento della patente di guida e diffuse il più possibile nella popolazione. In questa direzione si inserisce l’accordo recentemente siglato da IRC con l’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica (UNASCA), volto a promuovere l’inserimento della formazione sul primo soccorso nei corsi per futuri automobilisti. Un altro strumento previsto dalla legge, ma ancora adottato solo in alcune regioni, è l’app nazionale per smartphone che consente di localizzare i defibrillatori automatici esterni (DAE) presenti sul territorio, facilitando un intervento tempestivo. Misure come queste possono fare la differenza: ogni anno in Europa si verificano circa 400.000 arresti cardiaci extraospedalieri, di cui 60.000 in Italia, e la sopravvivenza media si ferma al 7,5%. Dove la formazione è più diffusa, le probabilità di sopravvivere possono triplicare. È quindi essenziale coinvolgere e formare il maggior numero possibile di persone”.
Per sensibilizzare su questi temi, IRC promuove tra il 13 e il 19 ottobre “VIVA! La settimana della rianimazione cardiopolmonare” con decine di eventi gratuiti e aperti al pubblico in più di 20 città in tutta Italia – tra cui Roma, Milano, Bologna, Cagliari e Modena – in cui ci saranno dimostrazioni pratiche di primo soccorso insieme ad attività ludico-educative e informative pensate anche per i più giovani. Assieme a IRC, saranno coinvolte anche molte altre associazioni del settore. Giunta alla tredicesima edizione, l’iniziativa ha il patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei deputati, Ministero per lo Sport e i Giovani, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Sport & Salute.
La settimana culminerà domani nella Giornata Internazionale della Rianimazione Cardiopolmonare – World Restart A Heart Day, promossa dall’International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR), consenso mondiale sul trattamento dell’arresto cardiaco e da European Resuscitation Council (ERC), la società europea di cui IRC è parte.
Per ulteriori dettagli su VIVA!: https://www.settimanaviva.it
Per scaricare il materiale informativo di VIVA!: https://www.settimanaviva.it/downloads
IRC (Italian Resuscitation Council) –società scientifica senza scopo di lucro, riconosciuta dal Ministero della Salute, che riunisce medici, infermieri e operatori esperti in rianimazione cardiopolmonare. Si occupa di ricerca e divulgazione scientifica, formazione e campagne di informazione, prevenzione e sensibilizzazione. IRC coinvolge medici di diverse discipline e infermieri attivamente impegnati nel settore della rianimazione cardiopolmonare intra ed extra ospedaliera. L’attività di IRC si integra con quella di analoghe associazioni italiane e straniere e in modo particolare con quella di European Resuscitation Council. IRC in media organizza ogni anno 10.000 corsi BLSD (Basic Life Support/Defibrillation) formando oltre 120.000 persone.
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