Manuali e pubblicazioni suggerite

Rianimazione Cardiopolmonare (RCP) durante l’epidemia da Sars-Cov-2 e in caso di sospetta o confermata infezione Covid-19

Raccomandazioni di Italian Resuscitation Council per la popolazione generale

Condividi

Scarica il documento in formato pdf

 

Definizioni

Nuovo coronavirus 2019-nCoV e Sars-Cov-2: sono i nomi attribuiti al nuovo virus isolato inizialmente nel focolaio epidemico cinese. All’inizio dell’epidemia, a fine gennaio, è stato chiamato 2019-nCov. Successivamente, l’International Committee on Taxonomy of Viruses ha cambiato il nome in Sars-Cov-2 per sottolineare la parentela con il coronavirus responsabile della Sars (Sars-Cov, con cui condivide all’incirca l’80% del genoma) e l’affinità delle manifestazioni cliniche delle due infezioni (“Severe acute respiratory syndrome-related coronavirus: The species and its viruses – a statement of the Coronavirus Study Group” – bioRxiv, 11 febbraio 2020).
Covid-19: È il nome ufficiale attribuito dall’OMS alla malattia provocata dall’infezione di Sars-Cov-2. “Co” sta per corona, “vi” per virus e “d” per disease (= malattia), mentre “19” indica l’anno in cui si è manifestata.
Dispositivi di protezione individuale (DPI): sono dispositivi indossabili dal soccorritore per ridurre il rischio di contagio. Comprendono: mascherina facciale chirurgica, mascherina FFP2 o FFP3, guanti monouso, occhiali o visiera per gli occhi, camice o tuta impermeabile, cuffietta o scafandro.

 

Introduzione

Ogni volta che viene eseguita la RCP, in particolare su una vittima sconosciuta, esiste un certo rischio di infezione, associato soprattutto alla valutazione del respiro e alla esecuzione delle ventilazioni di soccorso. Finora, le evidenze scientifiche hanno sempre suggerito come questo tipo di rischio sia in realtà molto basso a fronte di una morte certa per la vittima in caso non sia iniziata la RCP.
Di fronte all’attuale emergenza sanitaria costituita dall’epidemia Covid-19 non viene meno la necessità di continuare a soccorrere prontamente e adeguatamente le vittime di arresto cardiaco per sottrarle ad una morte certa. Tuttavia, nel rispetto del criterio di sicurezza, è necessario considerare e valutare come proteggere contestualmente i soccorritori da potenziali pericoli in caso di sospetto o accertato contagio virale della vittima.
Riteniamo che sia fondamentale per tutti proteggere gli operatori impegnati in manovre rianimatorie, cercando di preservare per quanto possibile l’alta qualità ed efficacia delle stesse. Per questo motivo, IRC intende fornire alcune raccomandazioni adeguate alla straordinaria situazione che il nostro Paese sta affrontando e che possono implicare alcune modifiche e integrazioni delle modalità con cui eseguire la RCP e gestire una vittima di arresto cardiaco sia da parte di soccorritori occasionali che degli operatori sanitari.
Riconosciamo che tali raccomandazioni si basano in gran parte sull’opinione degli esperti, vista la poca certezza scientifica disponibile. Tuttavia, IRC tramite i sui organi (Consiglio Direttivo, Comitati Scientifico e Formazione) è costantemente aggiornata sulle nuove informazioni e raccomandazioni suggerite dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità per il controllo del contagio da Sars-Cov-2. Con riguardo al caso specifico dei pazienti in arresto cardiaco, IRC intende integrare tali indicazioni con quelle fornite dalle istituzioni internazionali e in particolare da ERC (European Resuscitation Council) con lo scopo di offrire informazioni e suggerimenti aggiornati e affidabili.

Si ricorda che, al momento, i pazienti da considerare potenzialmente contagiati da Sars-Cov-2 o affetti da Covid-19 sono le persone che presentano febbre, tosse, difficoltà respiratoria oppure congiuntivite associate a:
– soggiorno nei Paesi esteri con epidemia in atto o nelle aree italiane colpite da casi di infezione nei 14 giorni precedenti oppure
– contatto stretto con persone con infezione probabile o accertata (permanenza nello stesso ambiente domestico, ricreativo o professionale comprese le strutture sanitarie).

Le raccomandazioni che seguono potrebbero cambiare sulla base delle successive e progressive conoscenze riguardo all’epidemia e alle sue caratteristiche.
Il Consiglio Direttivo ringrazia tutti i soci e gli operatori sanitari coinvolti nello sforzo straordinario di tutelare la salute delle nostre comunità e invita a diffondere quanto più possibile le norme di igiene generale elencate nel decalogo dell’istituto Superiore di Sanità.
Per le informazioni generali e aggiornate, si prega di far riferimento ai seguenti link:

Ministero della Salute
Istituto Superiore di Sanità
European Centre for Disease Prevention and Control: Prevenzione e controllo delle infezioni per l’assistenza ai pazienti con 2019-nCoV nelle strutture sanitarie


 

Raccomandazioni IRC per la RCP da parte della popolazione generale

Queste raccomandazioni si applicano a chiunque sia testimone di un arresto cardiaco nel quale sia necessario eseguire la RCP e/o utilizzare un defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) in ambito extraospedaliero.

 

Adulti

Con lo scopo di incoraggiare l’esecuzione della RCP riducendo i rischi per il soccorritore e in attesa di nuove evidenze scientifiche, IRC raccomanda quanto segue.
In caso di un adulto in arresto cardiaco con sospetta o accertata infezione COVID-19, si raccomanda di eseguire la RCP con le sole compressioni toraciche, seguendo questo algoritmo:

    •    Valutare la coscienza scuotendo la vittima nella parte inferiore del corpo;
    •    Valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima;
    •    Chiamare il 112/118 per ricevere assistenza dall’operatore di centrale segnalando il sospetto che si tratti di paziente con infezione da COVID-19;
    •    Seguire le indicazioni dell’operatore di centrale;
    •    Se la vittima non è cosciente e non respira o non respira normalmente, iniziare le compressioni toraciche senza ventilazioni, mettendo le mani al centro del torace e spingendo con profondità di 5-6 cm e frequenza di 100-120 min, senza interruzioni;
    •    Se disponibile un DAE, utilizzarlo secondo la procedura standard;
    •    Continuare la RCP con sole compressioni e defibrillazione con DAE, se indicata, fino all’arrivo dell’ambulanza, seguendo le istruzioni pre-arrivo della centrale operativa.

L’uso precoce di un defibrillatore aumenta significativamente le probabilità di sopravvivenza della persona e non aumenta il rischio di infezione.
Se il soccorritore ha accesso a dispositivi di protezione individuale (DPI), si raccomanda di indossarli.
Al termine della RCP, tutti i soccorritori devono lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con gel per le mani a base di alcool. Si raccomanda, inoltre di lavare gli indumenti appena possibile. Si raccomanda di prendere contatto con le autorità sanitarie per ulteriori suggerimenti (Uffici di Igiene di riferimento della propria AUSL, medico di base, numeri telefonici dedicati, ad es. 1500).

 

Bambini

Nei bambini è improbabile che l’arresto cardiaco sia causato da un problema cardiaco, mentre è più probabile che sia legato ad un problema respiratorio. Per questo motivo, la RCP completa con compressioni toraciche e ventilazioni rimane fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza. In ogni caso, è importantissimo agire rapidamente, chiamando il 118/112, per garantire che il bambino riceva immediatamente il trattamento di cui ha bisogno.
Pur ammettendo che eseguire le ventilazioni di soccorso può aumentare il rischio di trasmissione del virus al soccorritore (ma anche al bambino, nel caso in cui il soccorritore sia infetto, ma asintomatico), va considerato che questo rischio è molto più basso rispetto alla morte certa del bambino in caso non si intervenga con la RCP. Se infatti un bambino non respira normalmente e non viene intrapresa alcuna azione, il suo cuore si fermerà definitivamente esitando in arresto cardiaco.
In base a queste considerazioni, IRC raccomanda quanto segue.
In caso di un bambino in arresto cardiaco con sospetta o accertata infezione COVID-19, si raccomanda di eseguire la RCP completa con compressioni toraciche e ventilazioni e seguendo questo algoritmo:
    •    Valutare la coscienza scuotendo e chiamando la vittima;
    •    Valutare il respiro guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale; se necessario, avvicinare il proprio volto a quello della vittima per percepire rumori respiratori;
    •    Chiamare il 112/118 per ricevere assistenza dall’operatore di centrale segnalando il sospetto che si tratti di paziente con infezione da COVID-19;
    •    Seguire le indicazioni dell’operatore di centrale;
    •    Se la vittima non è cosciente e non respira o non respira normalmente, iniziare con cinque ventilazioni e proseguire con 30 compressioni toraciche alternate a due ventilazioni, mettendo le mani al centro del torace con frequenza di 100-120 min.;
    •    Se disponibile un DAE, utilizzarlo secondo la procedura standard.

Continuare la RCP e defibrillazione con DAE, se indicata, fino all’arrivo dell’ambulanza, seguendo le istruzioni pre-arrivo della centrale operativa.
Se il soccorritore ha accesso a dispositivi per la ventilazione senza contatto diretto (maschera tascabile), è ragionevole utilizzarli.
Al termine della RCP, tutti i soccorritori devono lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con gel per le mani a base di alcool. Si raccomanda, inoltre di lavare gli indumenti appena possibile.  Si raccomanda di prendere contatto con le autorità sanitarie per ulteriori suggerimenti (Uffici di Igiene di riferimento della propria AUSL, medico di base, numeri telefonici dedicati, ad es. 1500).

 

Sul tema:

Raccomandazioni IRC per il personale sanitario

Manuali e pubblicazioni suggerite