Fondazione IRC

Obiettivo principale della Fondazione è quello di offrire un supporto psicologico ai sopravvissuti ad arresto cardiaco, effettuando al contempo ricerche ad-hoc con specialisti del settore per individuare le aree di maggior difficoltà incontrate nel momento di ritorno alla quotidianità.

Parallelamente, la Fondazione si propone di operare in ottica di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di sostegno alla nascita di gruppi trasversali di supporto. La Fondazione non ha fini di lucro e nasce con l’intento di integrare e completare le attività proprie dell’associazione Italian Resuscitation Council, che promuove la salvaguardia della vita umana tramite la diffusione della rianimazione cardiopolmonare, promuovendo il supporto ai sopravvissuti all’arresto cardiaco.

Dalla letteratura internazionale l’incidenza di arresti cardiaci extra-ospedalieri è 100 arresti/100,000 abitanti/anno. Di questi in Europa vengono trattati dal sistema di soccorso pre-ospedaliero il 35% e sopravvivono alla dimissione dall’ospedale il 9%. Sempre da dati internazionali emerge che la qualità dell’esito nei sopravvissuti all’arresto cardiaco conta un 10% di sopravvissuti con gravi deficit cerebrali e il 90% con deficit cerebrali minimi o assenti: ma anche coloro che non riportano alcun danno hanno una modifica importante dei comportamenti e dell’assetto psicologico.

Anche se i dati italiani non sono noti, rapportando queste incidenze tratte dalla letteratura internazionale alla popolazione del paese, si possono stimare 60.000 arresti/anno in Italia con più di 5.000 sopravvissuti/anno.

La Fondazione Italian Resuscitation Council si propone di:

Supportare il disagio dei sopravvissuti ad arresto cardiaco e delle loro famiglie offrendo supporto psicologico, creando una rete informativa e coinvolgendo le istituzioni nelle problematiche specifiche;

Supportare il disagio dei familiari e di chi ha partecipato alla rianimazione di soggetti deceduti a seguito di arresto cardiaco;

Promuovere la ricerca nell’ambito delle problematiche neuropsicologiche dei sopravvissuti da arresto cardiaco con particolare interesse verso:

 – Caratterizzazione epidemiologica delle possibili condizioni neuropsicopatologiche del sopravvissuto: deficit cognitivi, dell’apprendimento e della memoria; sindrome post traumatica da stress; disturbi dell’adattamento; disturbi di ansia; e disturbi dell’umore;

–  Valutazione della qualità della vita tramite test di auto- valutazione soggettiva da parte del sopravvissuto e valutazioni oggettive da parte di clinici;

– Valutazione dell’accettazione e dell’impegno richiesto a quanti assistono, compresi i soccorritori;

– Valutazione dell’efficacia dei test di valutazione per l’individuazione del disagio neuropsicologico del sopravvissuto;

– Valutazione dell’efficacia degli interventi disponibili per il supporto psicologico del sopravvissuto e dei familiari;

– Identificazione e valutazione di nuovi interventi miranti alla riduzione delle conseguenze neuropsicopatologiche a carico del sopravvissuto e comunque per il supporto psicologico del sopravvissuto e dei familiari.